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Assegno di divorzio: l'indipendenza economica

La corte di Cassazione: sentenza 24250/2021

 

La recente sentenza 24250/2021 della Cassazione ha ripetuto il seguente principio: il Giudice deve quantificare l’assegno rapportandolo, non al pregresso tenore di vita familiare, ma in misura adeguata principalmente a garantire, in funzione assistenziale, l' indipendenza o l'autosufficienza economica dell’ex coniuge.

 

Tutto questo in un'accezione non circoscritta alla pura sopravvivenza ma ancorata invece ad un livello di normalità avuto riguardo alla concreta situazione del coniuge richiedente nel contesto in cui lui vive e nel caso l’assegno deve essere adeguato a colmare lo scarto tra detta situazione e il livello dell'autosufficienza come individuato dal Giudice di merito.

 

Dalla lettura della massima della sentenza emerge chiaramente che, chi ha redatto tale sentenza, ha inevitabilmente dato grande importanza (non si sarebbe potuto fare altrimenti) alla sentenza Grilli 11504/2017 ed anche al criterio composto della successiva SU 11287/2018.

 

La sentenza Grilli

La sentenza del 2017 salutava definitivamente il criterio di tenore di vita goduto in costanza di matrimonio e cercava un'altro parametro per quantificarlo, trovandolo nel concetto di raggiungimento dell’indipendenza economica del richiedente nel senso che, se è accertato, quest’ultimo è economicamente indipendente o è effettivamente in grado di esserlo non deve essergli riconosciuto il relativo diritto.

L'autosufficienza per la corte è individuabile facendo ricorso ai seguenti indici:

  • Possesso di reddito di qualsiasi specie
  • Possesso di cespiti patrimoniali mobiliari o immobiliari tenendo in conto di tutti gli oneri in senso lato “imposti” e del costo della vita nel luogo di residenza della persona che richiede l’assegno
  • Le capacità e le possibilità effettive di lavoro personale in relazione all’età, alla salute, al sesso e al mercato del lavoro dipendente ed autonomo.
  • La stabile disponibilità di una casa di abitazione

 

Le Sezioni Unite e la sentenza Grilli

Il principio dell’autosufficienza economica della sentenza Grilli è stato criticato da parte della SU 11287/2018 .

 

Per le Sezioni Unite, è infatti necessario un criterio composito per il riconoscimento e la quantificazione dell’assegno di divorzio in grado di tenere conto della storia della coppia, delle scelte compiute e del contributo dato alla vita familiare da ciascun coniuge.

 

Per le Sezioni Unite l’assegno divorzio e deve essere riconosciuto, nel rispetto del principio di solidarietà, quando il coniuge richiedente non ha i mezzi adeguati per vivere o non è in grado, per ragioni oggettive, di procurarmeli.

 

L’ordinanza 22499/2021 della Cassazione precisa che “..a giustificare l’attribuzione dell’assegno non è, di per se, lo squilibrio o il divario tra le condizioni reddituali delle parti, all’epoca del divorzio, ne’ il peggioramento delle condizioni del coniuge richiedente l’assegno rispetto al tenore di vita matrimoniale, ma la mancanza della indipendenza o autosufficienza economica di un coniuge".

 

Quest’ultimo parametro va applicato con la necessaria elasticità e l'opportuna considerazione dei bisogni del richiedente; l’assegno è quindi considerato come persona singola e non come ex coniuge.

 

Per determinare la soglia dell'indipendenza economica, sarà necessario avere riguardo alle indicazioni provenienti nel momento storico determinato dalla coscienza collettiva.

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