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Congedo Matrimoniale

Congedo Matrimoniale: cosa è e a chi spetta

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Congedo Matrimoniale: cosa è, come funziona e a chi spetta

Dopo aver parlato del congedo parentale, quel periodo facoltativo di astensione al lavoro retribuito in parte che spetta sia alla madre sia al padre per un periodo di tempo massimo di 10 mesi (se ne esistono le condizioni), oggi vogliamo parlarvi di un altro tipo di indennità che spetta invece al lavoratore che contrae matrimonio ovvero il congedo matrimoniale

 

Di cosa si tratta esattamente e cosa prevede la legge in questo senso? 

 

Lo vediamo insieme in questo articolo. 

 

Cos’è il congedo matrimoniale? 

 

Il congedo matrimoniale è un periodo di astensione al lavoro che viene retribuito per intero di cui possono usufruire i lavoratori che contraggono matrimonio

 

Questa licenza matrimoniale è stata prevista dal Decreto Legge n. 1334 del 1937

 

Naturalmente può beneficiarne il lavoratore che ha un contratto sia a tempo determinato sia indeterminato. Non ne possono beneficiare invece determinate categorie professionali ed anche tutti coloro che stanno facendo un periodo di prova o sono stati assunti come tirocinanti o stagisti.  

 

Chi può usufruire del congedo matrimoniale? 

 

L’astensione al lavoro per congedo matrimoniale dura 15 giorni consecutivi. Nel conto dei giorni è incluso anche il weekend e i giorni festivi. 

 

Il lavoratore dovrà richiedere questo periodo entro trenta giorni dalla celebrazione delle nozze

 

In alcuni casi è previsto che se ne possa usufruire anche in un periodo successivo, ad esempio se per vari motivi abbia dovuto posticipare il viaggio di nozze, l’importante è che questo periodo di astensione abbia come gisutificazione il matrimonio. Quest’ultima concessione è stata riconosciuta dalla Corte di Cassazione con una sentenza del 6 giugno 2012

 

A quali tipi di lavoratori spetta il periodo di astensione al lavoro? 

 

  • Lavoratori con contratto a tempo determinato e indeterminato assunti da almeno una settimana; 

  • Lavoratori con contratto di apprendistato; 

  • Lavoratori marittimi di forza bassa;

  • Lavoratori a domicilio come colf, badanti e collaboratori domestici; 

  • Disoccupati che nei novanta giorni precedenti alle nozze hanno lavorato per un periodo di almeno quindici giorni. 

 

Non possono goderne invece le aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di: impiegati, apprendisti impiegati, dirigenti; gli enti statali e locali e le aziende che non versano i contributi alla Cassa Unica Assegni Familiari.

 

Il datore di lavoro si può rifiutare di concedere il congedo matrimoniale? 

 

No. Il datore di lavoro è obbligato a concedere questo periodo di quindici giorni di astensione retribuita al lavoratore che decide di sposarsi civilmente. 

 

Il matrimonio deve essere di tipo civile o concordatario per poter richiedere il congedo e non solo religioso. 

 

Il lavoratore sarà tenuto a manifestare le sue intenzioni al datore di lavoro almeno sei giorni prima dalla celebrazione delle nozze con la Richiesta di Congedo e a presentare il Certificato di Matrimonio entro sessanta giorni

 

Chi retribuisce il lavoratore? 

 

La legge italiana ha disposto che il periodo di congedo matrimoniale venga retribuito in parte dal datore di lavoro, in parte dall’INPS. 

 

In alcuni casi, è l’uno o l’altro a retribuirlo, a seconda della qualifica del lavoratore.

 

Bonus Sposi 2021: di cosa si tratta? 

 

Come sappiamo, lo Stato ha messo a disposizione vari Bonus per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. 

 

Tra i vari Bonus messi a disposizione dei cittadini, ne rientra anche uno per le coppie che decidono di contrarre matrimonio civile che appunto prende il nome di Bonus Sposi

 

Cosa prevede il Bonus Matrimonio del 2021? Lo vediamo subito. 

 

Tale indennizzo prevede un assegno matrimoniale per un periodo di otto giorni meno il 5,54% che invece è a carico del lavoratore che viene corrisposto dall’INPS. 

 

Anche in questo caso per usufruirne sarà necessario che il lavoratore sia stato assunto con contratto sia a tempo indeterminato o determinato sia con contratto da apprendista da più di una settimana o che sia temporaneamente disoccupato ma che nei novanta giorni precedenti abbia avuto un contratto per più di quindici giorni. 

 

L’importo dell’assegno varia a seconda del tipo di mansioni del lavoratore e del contratto a cui è assoggettato

 

Ne sono escluse le stesse categorie che non possono beneficiare del congedo matrimoniale di cui abbiamo parlato precedentemente. 

 

Per usufruirne il lavoratore dovrà presentare domanda al datore di lavoro entro sessanta giorni dal matrimonio allegando il Certificato di Matrimonio. 

 

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