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Convivenza o Matrimonio? Diritti e doveri dei contraenti

Convivenza o Matrimonio? Diritti e doveri dei contraenti

Per molti aspetti, se teniamo in considerazione diritti e doveri di entrambe le forme di relazione dal punto di vista legale, questi due contratti con il partner si somigliano. 

Infatti sia il matrimonio sia la convivenza modificano i diritti ed i doveri che vi sono verso il partner e soprattutto nei riguardi di ciò che deriva da questa relazione, sia che si tratti di beni sia che si tratti di figli. 

Vediamo un poco più nel dettaglio quali diritti e doveri si acquisiscono una volta scelta la forma di coabitazione con la nostra dolce metà.

 

Il Matrimonio e ciò che si porta dietro

 

Partiamo con un assunto, se parliamo di matrimonio non facciamo in alcun modo riferimento alla cerimonia religiosa ma prendiamo in considerazione quella civile, ovvero la famosa firma davanti ad un rappresentante della legge, come il Sindaco per intenderci. 

 

Con la formula matrimonio tra persone ci si garantisce un plateau di diritti maggiore rispetto alla convivenza. Quando ci si sposa scatta automaticamente la condivisione dei beni. Questo significa che non appena il contratto di matrimonio è firmato si diventa comproprietari di tutto ciò che viene acquistato per il sostentamento familiare. 

 

È altresì vero che i cosiddetti beni posseduti dai due partner che erano già presenti prima della firma del contratto restano comunque di proprietà del singolo individuo e non sono in alcun modo parte del patrimonio di famiglia. 

 

Ciononostante i coniugi sono eredi diretti ed esclusivi l’uno dell’altro finché il contratto di matrimonio sarà in vigore. 

 

Matrimonio e separazione dei beni 

 

Se al momento della stipula matrimoniale si decidesse di farlo, è facoltà degli sposi scegliere la separazione dei beni. Per separazione dei beni si intende la proprietà esclusiva di tutti i beni che verranno acquistati per la famiglia, dall’uno o dall’altro partner a prescindere dal fatto che vengano utilizzati da tutta la famiglia o meno. 

 

Prima del 1975 questa era la formula automaticamente in vigore quando ci si sposava ed era onere dei coniugi attuare la condivisione dei beni in a posteriori. 

Per quello che riguarda i figli invece? I figli nati all’interno di una coppia unita in matrimonio sono automaticamente “assegnati” al padre. Pure se in presenza di matrimonio vi è la possibilità di “disconoscere” i figli, questo però per legge deve avvenire entro e non oltre il compimento del 5 anno di età del bambino.



La convivenza e le differenze con il matrimonio

 

Per convivenza (per esteso convivenza di fatto) si intende la stipula di un contratto che la etichetti come tale. 

 

Non basta coabitare con un'altra persona per divenire conviventi ed acquisire diritti su di essa. Quando parliamo di convivenza intendiamo anche un rapporto economico legale maggiore al solo fidanzamento che per legge non ha alcun valore, nemmeno se si è promessi sposi. 

 

Il contratto di convivenza è entrato a far parte della legislazione italiana dal 2016 e prevede l’unione di due individui anche dello stesso sesso, purché maggiorenni. 

 

La convivenza ha delle regole perché venga riconosciuta come tale, è necessario infatti convivere in maniera stabile e continuativa con il partner ed è necessario che questo rapporto venga messo nero su bianco riempiendo l’apposito modulo presso l’ufficio anagrafe. 

 

Divenuti conviventi si acquisiscono diritti sul proprio partner, come ad esempio la possibilità di decidere in sua vece nel caso di malattie, e di dichiararsi parte della famiglia per visite ospedaliere ecc. 

 

Convivenza: come funziona con il diritto di successione e in caso di separazione

 

La convivenza di fatto però non da automaticamente diritto di successione ai conviventi a meno che questo non venga stipulato come contratto postumo. Come nel caso del matrimonio la convivenza garantisce gli alimenti ed il mantenimento ai due partner nel caso in cui i due partners si dovessero separare

 

Sarà l’individuo con maggiori possibilità economiche a garantire il sostentamento all’altro, purché persistano ed esistano alcune condizioni che ne determinino l’applicazione. 

 

Nel caso di nascita di bambini, l’uomo dovrà riconoscerlo, questo passo è applicato sotto forma di dovere da parte del padre che potrà essere perseguito dalla madre del bambino ed obbligato per legge ad effettuare un eventuale esame del DNA per accertarne la paternità. 

 

Per divenire valido un contratto di convivenza dovrà essere redatto per iscritto e dovrà essere validato da un avvocato o da un notaio. Vi sono anche vantaggi per quello che riguarda l’abitazione della coppia nel caso di dipartita di uno dei due, questo garantisce la possibilità di sistemare la propria situazione economico-lavorativa con relativa calma.

 

Conclusione

 

Sia il matrimonio sia la convivenza di fatto asseriscono che i due partner hanno il diritto di decidere alcuni aspetti della vita dell’altro in caso di necessità e danno il diritto di usufruire di alcune agevolazioni anche nel caso di morte dell’uno o dell’altro.

 

Il matrimonio resta comunque la forma più completa di garanzia di diritti verso la persona che si è scelta come compagno di vita.

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