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Esame di Stato per diventare avvocato

Esame di Stato per diventare avvocato: tutto quello che devi sapere

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Esame di Stato per diventare avvocato: tutto quello che devi sapere

Il percorso per diventare avvocati professionisti è tutt’altro che semplice. Vi sono infatti degli steps obbligati e degli esami da superare senza i quali non è possibile accedere alla bramata professione forense

Tra questi, l’esame di stato per diventare avvocato. Molto temuto dagli aspiranti giuristi, questo passaggio obbligato è impegnativo ma fondamentale per esercitare la professione. 

Sembra proprio che nonostante i dati scoraggianti in Italia circa la professione di giurista che diventa sempre più competitiva e meno richiesta a causa dei costi elevati, l’Esame di Avvocato registra un numero di iscritti sempre maggiore nonostante le percentuali di studenti bocciati siano superiori a quelle degli studenti idonei. Pensate solo che nel 2018 i candidati promossi all’esame di stato solo stati solo il 43%. 

Ma in cosa consiste esattamente e cosa include? Vediamolo insieme in questo articolo. 

Il percorso di studi di un avvocato

Prima di addentrarci nei meriti dell’Esame di Stato, facciamo un breve excursus di quello che è il percorso che un aspirante Dottore in Legge deve percorrere, iniziando dall’Università.

L’aspirante avvocato dovrà scegliere un corso di studi quinquennale in Giurispludenza. Tale percorso di studi fornisce tutti gli strumenti necessari per acquisire le nozioni relative alle materie giuridiche la cui conoscenza è fondamentale per un avvocato come quelle di diritto penale, del lavoro, di diritto civile e amministrativo, di diritto pubblico e privato. 

Lo studente termina il percorso di studi con la presentazione di una tesi che ha per oggetto una ricerca su un tema di natura giurisprudenziale o prassi applicativa o un elaborato che si basa sull’interpretazione di testi normativi o un tema a scelta trattato in prospettiva storica o di teoria giuridica.

Conclusi i 5 anni di studi, il nostro aspirante giurista dovrà mettersi subito in gioco ponendo in pratica quanto studiato nel percorso universitario. 

Infatti, è fondamentale che l’aspirante giurista inizi un periodo di pratica, chiamata pratica forense, presso lo studio di un avvocato che risulti iscritto all’Albo dei Giuristi da almeno 5 anni. Un’altra opzione è quella di svolgere questo periodo di tirocinio presso un ente previdenziale come l’Inps, presso gli uffici giudiziali, o l’avvocatura di Stato o dei Comuni

E’ bene chiarire che alcuni percorsi universitari prevedono un periodo di tirocinio di 6 mesi da svolgere prima del conseguimento del titolo. 

Alla fine di questo periodo, se l’ aspirante avvocato vuole esercitare la professione, avrà bisogno di sostenere l’Esame di Stato

L’Esame di Stato: le modalità

L’Esame di Stato per esercitare la professione di avvocati si svolge solo una volta l’anno, generalmente a fine anno e consiste in tre prove scritte ed una prova orale

Tale esame è regolamentato dalla Legge Professionale Forense che ha subito alcune modifiche nel 2016 diventando anche più articolata di quanto già non fosse. L’aspirante giurista potrà iscriversi direttamente dal sito del Ministero della Giustizia qualche mese prima dello svolgimento della prova. 

Le tre prove scritte

Come già evidenziato, il percorso per diventare avvocato è tutt’altro che semplice. Infatti, le prove scritte si svolgono in tre giornate differenti ed hanno una durata di sei ore.  

La prima prova generalmente concerne un parere in diritto civile, la seconda invece riguarda il diritto penale e la terza un atto giudiziario a scelta tra il diritto civile, il diritto penale o il diritto amministrativo. 

Il candidato supererà i test solo ottenendo la sufficienza in due su tre delle prove.

 

Le prove orali 

Superate le tre prove scritte, gli esaminandi dovranno sostenere delle prove orali che vertono su alcune materie obbligatorie che sono il diritto civile, il diritto processuale civile, il diritto penale, il diritto processuale penale e la deontologia e due materie a scelta dello studente tra diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico e ordinamento giudiziario e penitenziario.

Dal 2019 in poi, le domande a cui i candidati vengono sottoposti sono estratte in maniera del tutto casuale da un database del Ministero della Giustizia. 

Un’altra novità del 2019 consiste nel fatto che per superare i test occorre avere la sufficienza in tutte le materie ed un punteggio minimo di 180. 

Superato l’Esame di Stato, lo studente otterrà il Certificato di Idoneità indispensabile per iscriversi all’Albo. 

Risulta chiaro che la prova non è un gioco da ragazzi. Necessari al superamento della stessa sono vari mesi di preparazione, l’esercizio continuo e la scelta del corso giusto. Vi sono infatti molti corsi a livello universitario che hanno l’obiettivo di preparare lo studente alla prova.  

Dopo l’esame di avvocato

Superato l’esame, vi sarà la fase del giuramento in cui l’aspirante avvocato si impegna a rispettare la deontologia professionale con una formula che impara a memoria e che deve recitare davanti ad i colleghi avvocati e al Consiglio dell’Ordine Professionale. 

Tale momento corona anni di studi e sacrifici fatti nella speranza di esercitare un giorno il mestiere di avvocato.

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