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Il giudice di pace: di cosa si occupa e cosa fa

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Il giudice d pace: chi è e quando interviene

Nella vita di tutti i giorni possono capitare situazioni che richiedono l’intervento di un giudice di pace, figura in grado di risolvere dispute di rilevanza minore. Ma come si diventa giudice di pace? Quali sono gli ambiti di sua pertinenza?

 

Il giudice di pace è un professionista abilitato alla professione giuridica che si occupa di risolvere cause con azioni conciliative. Ciò significa che le cause civili e penali di sua competenza sono di tipo minore, ovvero cause che possono essere risolte in via stragiudiziale

 

Ad esempio, in ambito civile, un giudice di pace è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore ai 5000€, mentre per quanto riguarda il penale, si occupa di tutti quei reati che non richiedono detenzione ma il pagamento di una multa.

 

Il percorso per diventare giudice di pace prevede diversi concorsi per accedere alla magistratura, cosa che lo rende un magistrato onorario.

 

Per poter partecipare ai concorsi sono necessari alcuni requisiti, vediamo quali.

Come si diventa giudice di pace

I requisiti richiesti per diventare giudice di pace sono tanti. 

 

Si tratta infatti di una professione molto controllata. Ad esempio, vista la l’importanza degli incarichi che un giudice di pace si trova ad affrontare, è richiesta idoneità fisica e psichica, nonché l’assenza di precedenti penali

 

Ovviamente, requisito fondamentale è aver conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza. Per poter esercitare la professione nel nostro paese, bisogna essere cittadini italiani e residenti in Italia. È possibile esercitare la professione in un’età compresa tra i 30 e i 70 anni.

 

Il giudice di pace è una figura che è alle dirette dipendenze dello stato. Le assunzioni avvengono, quindi, tramite bandi e concorsi che vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Una volta ammessi alla professione, è obbligatorio un periodo di tirocinio della durata di sei mesi sotto la supervisione di un magistrato.

 

Essendo un mandato, l’incarico del giudice di pace ha durata limitata. Ogni incarico, infatti, dura 4 anni e può essere rinnovato una sola volta, sempre per altri 4 anni, a patto che il giudice di pace non superi i 75 anni durante il secondo mandato.

Cosa fa il giudice di pace?

La figura del giudice di pace ha uno scopo ben preciso: supportare e alleggerire i tribunali e il lavoro dei magistrati, riducendo anche le tempistiche dei procedimenti meno importanti. Come già accennato, infatti, il giudice di pace si occupa di cause civili e penali minori.

 

Il suo intervento avviene soprattutto nelle cause civili dove in un primo momento si cerca di raggiungere un compromesso tra le due parti, una risoluzione che possa soddisfare entrambi i disputanti. Se ciò non dovesse essere possibile, il giudice di pace provvederà a emettere un verdetto. Tra le situazioni più frequenti per cui è richiesto l’intervento del giudice di pace, vi sono le dispute condominiali, sovente seguite da un avvocato condominiale, controversie tra proprietari di immobili e locatari o per la contestazione di multe.

 

In ambito penale, invece, il giudice di pace interviene per i reati minori, che, come già detto, non richiedono una pena detentiva ma una semplice multa.

Le azioni del giudice di pace

Se la disputa rientra nei parametri di ciò che può essere risolto da un giudice di pace, allora è possibile presentare una citazione dove viene riportato il valore massimo delle contestazioni e la territorialità del magistrato onorario.

 

Se si tratta di una procedura extragiudiziale, con le due parti coinvolte che riescono a trovare un accordo grazie all’intervento del giudice di pace, allora viene redatto un verbale che contiene tutti i termini, le tempistiche e le condizioni che risolvono il contenzioso.  

 

In caso di lite o di contestazioni a sanzioni amministrative, l’iter è diverso. In questo caso, mancando la volontà di giungere ad una soluzione che accontenti entrambi, sarà il giudice di pace a prendere una decisione, recusando una contestazione, accogliendola o farlo soltanto in parte.

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