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Green pass: cos’è, come funziona e come si ottiene

Green pass: cos’è, come funziona e come si ottiene

Green pass: tutto quello che dovete sapere sul documento verde

Si è sentito parlare molto in questi giorni del Green Pass, una novità introdotta dal Decreto Riaperture del 22 Aprile 2021, modificato poi dal Decreto del 18 maggio. 

 

Sembra infatti che questo pass sia indispensabile per viaggiare all’interno del territorio nazionale (per quello internazionale si parla di Green Pass europeo) e per partecipare ai banchetti nuziali. 

 

In questo articolo vogliamo spiegarvi nel dettaglio di cosa si tratta e a cosa serve esattamente. 

Cos’è il Green Pass? 

Con Green Pass o certificazione verde si intende un vero e proprio documento che serve a provare che il viaggiatore non sia affetto da Covid-19 al momento in ci viaggia o partecipi ad eventi specifici. 

 

I modi per ottenerlo sono essenzialmente tre: 

  • Il soggetto è già guarito dal Covid. In questo caso è fondamentale che la guarigione sia avvenuta non più di sei mesi prima, 
  • Ha effettuato il vaccino. In questo caso la validità del documento partirebbe dopo il 15esimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino fino alla data del completamento del ciclo vaccinale. Data la differenza di tempo che intercorre tra la prima dose e la seconda in base al tipo di vaccino, il Green Pass avrà una validità diversa a seconda del tipo somministrato. Con il vaccino Pfizer e Moderna, il documento dura più o meno sei mesi, mentre con Johnson & Johnson nove mesi. Con AstraZeneca la validità del Green Pass è di quasi un anno,
  • Il soggetto si è sottoposto a test antigenico anche rapido che ha dato esito negativo. In questo caso il documento vale solo 48 ore dal risultato del test antigenico.

A cosa serve il Green Pass? 

La funzione del pass verde è quella di permettere gli spostamenti tra le regioni italiane che si trovano in zona arancione o rossa. 

 

Ma non solo. Infatti, il Green Pass è richiesto anche nelle case di riposo per visitare persone anziane o malate e dal 15 giugno 2021 sarà necessario anche per partecipare ai matrimoni e banchetti

 

E per i viaggi da e verso l’ Europa? Per adesso il Green Pass europeo, necessario per i viaggi in Europa, non è ancora stato approvato. Pertanto, per venire in Italia da un paese estero sarà necessario il cosiddetto pass verde nazionale il cui funzionamento è simile al Green Pass di cui abbiamo parlato finora. 

 

Invece nel caso opposto in cui si voglia raggiungere un paese estero si seguirà la normativa del paese di destinazione. 

Dove si ottiene il Green Pass? 

La certificazione Green Pass si ottiene presso diverse strutture in base alla propria situazione specifica. 

 

Infatti, chi ha avuto somministrato il vaccino potrà richiedere il Green Pass alla struttura sanitaria che lo ha effettuatoChi ha già avuto il virus dovrà recarsi presso il proprio medico generico, pediatra o la struttura ospedaliera nel caso sia stato ricoverato. Per ultimo, chi si è sottoposto a tampone potrà ottenerlo presso le farmacie o i centri analisi in cui lo ha effettuato. 

Il Green Pass e il Garante per la Privacy 

Si è parlato molto anche della reazione del Garante della Privacy nei confronti di questo documento.

 

Il Garante della Privacy ha infatti dichiarato che il Green Pass non rispetta alcuni diritti fondamentali del cittadino ovvero il diritto alla libertà, quello alla privacy e al rispetto dei dati sensibili e non può pertanto considerarsi conforme al Regolamento Europeo

 

Le questioni sollevate dal Garante per la Privacy sono essenzialmente tre che riassumiamo in questi punti: 

  • Il Decreto Legge non indica con chiarezza le finalità perseguite con il Green Pass. Oltre a questo, non sono esplicitati con esattezza nè chi siano coloro che hanno accesso alle informazioni private e sensibili delle personechi siano i soggetti autorizzati a controllare la validità
  • Il Green Pass sembra venir meno anche ad altri due principi importanti del GDPR ovvero il principio di minimizzazione dei dati e quello dell’esattezza degli stessi,  
  • Il Decreto legge non indica i tempi di conservazione dei dati sensibili delle persone. Infatti, i dati sensibili secondo la norma dovrebbero essere eliminati al raggiungimento delle finalità perseguite, mentre il documento non specifica alcuna tempistica. Pertanto, secondo l’autorità non vengono rispettati altri importanti principi che sono quelli dell’integrità, riservatezza e limitazione di conservazione dei dati

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