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GUIDA SEMPLICE ALLA PROPRIETA’ INTELLETTUALE

Definizione della Proprietà Intellettuale

Usiamo solo due parole per identificarla, ma la Proprietà Intellettuale (Intellectual Property) è un vero proprio universo e per di più in continua espansione.

 

 

Essa infatti è il risultato della creazione della mente umana che assume la consistenza di un’invenzione, un prodotto, un processo, un algoritmo, un saper fare, un segno, ma anche un’opera dell’ingegno coperta dal diritto d’autore.

 

Storia breve della Proprietà Intellettuale

Nel corso della storia, si sono succeduti grandi personaggi che grazie al loro ingegno ci hanno regalato opere meravigliose e invenzioni fondamentali utilizzate ancora oggi. Omero, Alessandro Magno, Archimede, Dante Alighieri, Leonardo Da Vinci sono solo alcuni di questi grandi pensatori.

 

 

Ai loro tempi, però, il concetto di proprietà intellettuale come è conosciuto oggi non esisteva. Esso comincia a prendere forma nella Repubblica di Venezia con lo Statuto dei Brevetti del 1474 e successivamente con le Convenzioni di Parigi del 1883 e di Berna del 1886[1]. Oggi la legge che disciplina la Proprietà Intellettuale nel nostro Paese è il Decreto Legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, ossia, il Codice della Proprietà Intellettuale[2].

 

Proprietà Intellettuale o Proprietà Industriale?

La Proprietà Intellettuale la puoi chiamare anche “Industriale”.

 

Pur riferendosi questo termine più alla creatività legata all’attività aziendale (brevetti d’invenzione, disegni e modelli industriali, marchi, nuove varietà vegetali e indicazioni geografiche), oggi definirla Industriale o Intellettuale non fa differenza. E lei di certo non si offende se la chiami “industriale” o “intellettuale”.

 

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Se queste sono le premesse, puoi solo immaginare quanto sia importante la Proprietà Intellettuale per chi la possiede.

 

Ecco allora che ti invito ad accompagnarmi in questo viaggio alla scoperta del favoloso universo della Proprietà Intellettuale: capiremo quanto incide nella vita degli imprenditori e quanto è fonte di opportunità e guadagni.

 

Non ti preoccupare: ti prendo per mano e ti porto con me sulla mia navicella spaziale. Ci muoveremo tra spazio e tempo alla ricerca delle migliori strategie per tutelare e sfruttare la tua creatività.

 

E se dovessi aver bisogno di approfondimenti o di chiarimenti, scrivimi senza timore qui: https://alessandravitagliano.it/contatti.

 

Allaccia le cinture: l’esplorazione ha inizio.

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Cosa è la Proprietà Intellettuale e perché te ne devi interessare adesso.

Metto il cappello della Guida Spaziale e te lo racconto.

 

Le aree in cui opera la Proprietà Intellettuale

A noi che lavoriamo in questo settore piace definire la Proprietà Intellettuale come una creazione della mente umana o, se preferisci, un’elaborazione intellettuale che può concretizzarsi in:

Brevetti

In una parola: invenzioni.

 

Esempi: la Radio di Guglielmo Marconi; i tappi a corona per le bottiglie di birra; il mocio miracoloso di Joy Mangano.

Modelli di Utilità

Si tratta di miglioramenti di macchine, utensili, oggetti dotati di materialità già esistenti ai quali viene conferita una particolare efficacia o comodità di applicazione. Sono considerati i fratelli minori dei brevetti.

 

Esempi: bacchette da suchi dotate di zigrinature per consentire una migliore presa del cibo.

Segreti industriali e know-how

Quelle informazioni tecnico-commerciali che hai solo tu e che sono frutto della tua esperienza. Sono anche quelle informazioni che hai fatto fatica a trovare, che hanno richiesto tempo, denaro ed energie per averle e che tieni segrete.

 

Esempi: la ricetta della Coca-cola; la ricetta della Nutella.

Designi e Modelli industriali

L’aspetto esterno di un prodotto industriale o di una sua parte che si distingue per le sue forme, le sue linee, la struttura superficiale, i materiali.

 

Esempi: il lavabo a cuore di Agatha Ruiz de la Prada; la bottiglia di profumo di Versace; la iconica borsa di Gucci.

Marchi

I loghi, i segni verbali, figurativi, in bianco e nero, colorati, tridimensionali, di forma, sonori, multimediali, ecc. che identificano un prodotto o un servizio e ne indicano la provenienza.

 

Esempi: Adidas; Nike; Lego; la forma del Toblerone; il colore giallo dei post-it; l’urlo di Tarzan.

Opere dell’ingegno coperte dal diritto d’autore (copyright)

Le opere dotate di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro, alla cinematografia, ecc. qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

 

Esempi: le canzoni, i libri, i quadri, film, ma anche il software, le banche dati e le fotografia[3]

 

 

Tanta roba, vero?

 

Pensa che il nostro cervello è in grado di elaborare più di 6200 (!)[4] pensieri al giorno. Sai quanta creatività che siamo in grado di produrre?!

 

Forse la Proprietà Intellettuale è come la materia oscura: non riusciamo a vederla ma c’è e riempie il nostro mondo riconoscendoci diritti, vantaggi economici e profitti che vanno protetti e sfruttati. Ecco perché te ne devi interessare adesso! Non perdere tempo.

 

Gli strumenti di cui si serve la Proprietà Intellettuale

Arrivati a questo punto, devo dirti che la Proprietà Intellettuale è anche l’insieme degli:

  • Strumenti forniti dallo Stato per tutelare e valorizzare l’ingegno umano.

In altre parole, lo Stato ci dà i mezzi per salvaguardare e sfruttare le nostre creazioni. E lo fa utilizzando strumenti giuridici e amministrativi, come la Registrazione dei nostri brevetti, dei nostri design e dei nostri marchi, capaci di farci diventare titolari di diritti riconosciuti dalla legge come esclusivi: solo noi, che ne siamo i titolari, possiamo sfruttarli economicamente.

 

Ora però scusami ma dobbiamo rimandare questo argomento ad una tappa successiva: è davvero troppo importante per essere affrontato in questa parte del viaggio. Io rischierei di dilungarmi troppo e tu di stancarti. Lascia quindi che ti porti su questo pianeta immenso in un altro momento.

 

Ma se hai bisogno di informazioni urgenti su questo punto, clicca qui: https://alessandravitagliano.it/contatti

 

La Proprietà Intellettuale e il suo valore economico per le aziende

Se sono stata brava a guidarti nell’Universo della Proprietà Intellettuale fino a questo punto, allora ti sarai resa conto di quanto sia importante per chi la possiede.

 

Vediamo se riesco a leggerti nel pensiero. Siamo nello spazio: tutto è possibile.

 

Secondo me, hai capito che la Proprietà Intellettuale, in un’economia globale molto competitiva come quella in cui viviamo, è per chi la possiede uno strumento di crescita (ti aiuta a vendere di più) e strumento di generazione di valore (se il prodotto o il processo che hai creato tu funziona, tutti lo vorranno e tutti ti riconosceranno come il soggetto che lo ha creato. Quindi tutti ti verranno a cercare).

 

Ho indovinato? Allora Brava! Hai centrato il punto.

 

Ed è proprio così!

 

Oggi la Proprietà Intellettuale è percepita come il vero motore dell’economia moderna.

 

Se protetta, gestita e sfruttata in maniera adeguata diventa una leva fortissima per il tuo successo.

 

Ecco nello specifico come:

  • Diventa uno strumento di crescita e guadagno

Hai in mano qualcosa che solo tu hai: tutti si rivolgeranno a te per averlo.

  • Diventa un tuo elemento distintivo

Chi opera sul mercato (utenti, clienti, concorrenti) riconoscerà che un determinato prodotto o servizio arriva proprio da te

  • Crea preferenza

I consumatori vorranno solo i tuoi servizi o i tuoi prodotti

  • Crea price premium:

Se il tuo prodotto o il tuo servizio è tanto ricercato, allora ci sarà chi è disposto a pagare di più per averlo.

                                                                                                                                          

Non sei ancora convinto? Lascia che racconti una storia.

 

Josephine Cochrane e l’invenzione della lavastoviglie.

Era il 1886 quando Josephine esasperata sembra che esclamò: “Se nessuno ha ancora inventato una macchina per lavare i piatti, lo farò io stessa!”

 

Josephine Cochrain era una donna americana molto ricca amante delle feste: ogni giorno per lei era l’occasione giusta per organizzare un ricevimento. Per questo motivo, aveva alle sue dipendenze molti servitori dedicati esclusivamente al lavaggio delle stoviglie.

 

La fretta fa rompere la pentola.

 

Per compiacere la padrona, i servitori di Josephine facevano del loro meglio per lavare un gran numero di piatti e bicchieri senza romperli, e per di più nel più breve tempo possibile, ottenendo però pessimi risultati.

 

Stanca della situazione, Josephine si diede da fare: prese le misure delle stoviglie, assemblò pezzi di diversi materiali e alla fine diede vita al primo prototipo di lavastoviglie meccanica.

 

Entusiaste dell’invenzione, peraltro, numerose catene di ristoranti e alberghi chiesero a Josephine di acquistare la sua rivoluzionaria macchina lavapiatti.

 

Nel 1897, grazie alla sua invenzione brevettata, Josephine aprì la Garis-Cochran lavastoviglie Machine Company divenuta successivamente la Kitchen Aid e infine la Whirlpool Corporation.

 

Conclusioni

Arrivati a questo punto, credo tu abbia ben capito quali potenzialità ha la Proprietà Intellettuale e quanto sia importante da un punto di vista economico.

 

Ricorda però, questa importanza c’è se la Proprietà Intellettuale viene tutelata, sfruttata e valorizzata.

 

Forza quindi! Accendi i motori della tua navicella spaziale e datti da fare per capire come raggiungere questo obiettivo. Io ti faccio da co-pilota. Scrivimi qui: https://alessandravitagliano.it/contatti

 

 

 

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[1] Convenzione di Parigi per la Protezione della Proprietà Industriale e Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche.

[2] Al quale si aggiungono gli articoli da 2563 a 2568 del Codice Civile.

[3] La legge che in Italia disciplina il Diritto d’Autore è la Legge 22 aprile 1941, n.633 e successive integrazioni e modificazioni.

[4] Se ti interessa approfondire i risultati della ricerca, clicca qui Brain meta-state transitions demarcate thoughts across task contexts exposing the mental noise of trait neuroticism | Nature Communications

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