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La legge Zan contro l’omotransfobia

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La legge Zan: cos’è e cosa prevede 

Purtroppo si sente ancora parlare di casi di violenza psicologica o fisica contro omosessuali o transessuali. Considerati inferiori, la violenza contro questi soggetti può avere varie motivazioni alla base oltre che una profonda paura per ciò che è considerato altro da noi. 

 

Per far fronte a questi episodi e dopo l’ultimo caso di violenza a Roma in cui un ragazzo ha picchiato una coppia gay solo perché i due ragazzi scambiavano delle effusioni, negli ultimi giorni si sta parlando sempre di più di una proposta di legge contro l’omo transfobia che si chiama Legge Zan

Cos’è la Legge Zan? 

La Legge Zan in realtà non è stata ideata quest’anno. 

 

Prendendo il nome dal deputato che l’ha concepita ovvero Alessandro Zan, questa legge è stata depositata nel maggio del 2018, poi nel novembre 2020 approvata dalla Camera con 265 voti favorevoli e 193 contrari ma purtroppo ancora oggi non è diventata effettiva. La riunione della Presidenza della Commissione di Giustizia era prevista per il 30 marzo 2021 per essere poi annullata.

 

Il testo prevede ben 10 articoli con i quali vengono introdotti nuovi reati e pene più severe contro i reati aventi come motivazione la discriminazione sessuale e l’istituzione della giornata nazionale contro la discriminazione. 

 

Le pene previste dalla Legge Zan 

La legge Zan introduce per la prima volta delle pene severe per tutti quei reati aventi come motivazione il diverso orientamento sessuale delle persone. La proposta di legge vuol integrare alcuni articoli del Codice Penale in particolare il 604 bis e ter, che puniscono la propaganda e l'istigazione a delinquere per motivi di discriminazione. 

 

Con tale decreto legge si includerebbe il divieto di discriminazione avente alla base il genere, il sesso e l'orientamento sessuale e introducendo delle multe severe (fino a 6.000 euro) o il carcere fino a 4 anni. 

 

Tale proposta di legge prevede anche l’istituzione di una Giornata Mondiale contro l’Omofobia calendarizzata per il 17 maggio e circa 4 milioni di euro per le vittime della discriminazione. 

Vediamo tali sanzioni più nel dettaglio: 

  • Chiunque istighi ad atti di discriminazione sarà punito con la reclusione fino ad un anno e 6 mesi o sarà multato fino a 6.000 euro;
  • Chiunque istighi alla violenza sarà punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni; 
  • Chiunque partecipi a gruppi che incitano alla discriminazione sarà punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni. 

La modifica all’articolo 604 ter prevede una pena più severa per tutti quei reati commessi con finalità discriminatoria, odio etnico-razziale, religioso o per agevolare organizzazioni, gruppi, movimenti fondati su principi discriminatori.

Per questi soggetti la pena aumenta fino alla metà.

Se volete restare aggiornati sulle nuove legislature, sulle varie notizie giuridiche di vostro interesse o volete saperne di più su diritti e doveri di lavoratori e datori di lavoro, seguite il blog di Welink Legal. Ogni settimana troverete dei nuovi articoli su tematiche di vostro interesse. 

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