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 La procedura stragiudiziale: tempi e costi minori per risolvere una disputa

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La procedura stragiudiziale: cos’è e quando può essere utilizzata

A tutti noi sarà capitato di sentire dei termini, per motivi di interesse diretto, ma non comprenderne esattamente il significato. Questa particolare situazione capita soprattutto quando dobbiamo confrontarci con situazioni e problemi legati al diritto. Tra i molteplici termini uno dei più utilizzati da avvocati e giudici è “procedura stragiudiziale”.  

 

In questo articolo parleremo proprio di tale procedura, vedendo anche degli esempi così da capire esattamente di cosa si tratta e quando viene attuata.

Cos’è una procedura stragiudiziale

Quando qualsiasi tipo di azione, sia essa una causa, un ricorso o un’istanza, viene presentata al giudice, si mette in moto la macchina della giustizia. Ciò significa che tutto viene regolato secondo una procedura ben precisa. Per ogni situazione interviene una legge ad hoc a seconda del diritto leso. 

 

Una volta che una “situazione” entra in un tribunale ci sono ferree regole da rispettare che scandiscono tempi e necessitano di particolari figure professionali e non c’è modo di ottenere una tutela in forme differenti o più celeri rispetto a quelle predisposte dal legislatore

 

Prima di iniziare un tale percorso è dunque bene, ovviamente a seconda della situazione, valutare se è possibile risolvere in via stragiudiziale e questo perché la procedura stragiudiziale è un processo più semplice che richiede meno risorse di tempo e finanziarie.

 

Infatti, a differenza dell’iter appena descritto, la procedura stragiudiziale si svolge al di fuori del tribunale e senza alcuna regolamentazione predefinita dal codice

 

Il termine «stra-giudiziale» significa infatti che non è necessario il controllo di un giudice. Questo non significa che si può procedere attuando azioni poco chiare o che non rispettano le norme: resta infatti l’obbligo di non violare eventuali norme di legge

 

Il vantaggio della procedura stragiudiziale è che è sciolta da forme, tempi e può essere attuata anche senza avvocati o consulenti legali. 

 

In parole più semplici: se il problema da risolvere può essere trattato senza il coinvolgimento di un giudice e quindi in via stragiudiziale, con molta probabilità ci saranno tempistiche e costi nettamente inferiori. 

Ma quando è possibile agire in via stragiudiziale? Ecco alcuni esempi

Adesso che è chiaro che la procedura stragiudiziale è utile a risolvere dispute o situazioni non gravi, cerchiamo di capire quali effettivamente siano queste situazioni.

 

Un esempio su tutti? Il recupero crediti. Questa procedura viene solitamente attuata dalle aziende per recuperare denaro che non gli è stato corrisposto (un esempio tipico sono le bollette di luce o gas che non vengono pagate da alcuni utenti). In questo caso l’azienda, prima di coinvolgere un giudice, attiva un procedimento di riscossione “bonario”. Solitamente il debitore viene intimato a pagare il dovuto per via di solleciti che possono essere telefonici o per lettera

 

Ecco, questo è un procedimento stragiudiziale: si tenta di risolvere in modo celere e senza il coinvolgimento di giudici.

 

Se il debitore non dovesse corrispondere il dovuto nonostante i solleciti, il creditore potrà decidere di prendere provvedimenti e quindi avviare una procedura giudiziale. 

 

Un altro esempio sono le liti condominiali. Il condominio è notevolmente un terreno fertile per le dispute. 

 

Le riunioni condominiali sono spesso la valvola di sfogo per portare alla luce le diverse problematiche e il tutto viene mediato da figure quali l’amministratore del condominio o un avvocato condominiale

 

Quando le dispute tra condomini sono risolvibili senza l’intervento di un giudice, sarà proprio l’avvocato condominiale a gestire la situazione per risolverla civilmente e nel minor tempo possibile.

 

Infine, può capitare che una procedura stragiudiziale venga attuata a causa già avviata ma non ancora conclusa. Questo avviene quando due individui riescono a trovare di comune accordo una soluzione prima dell’arrivo della sentenza. In questo caso i rispettivi avvocati trascriveranno un contratto che dovrà essere firmato dai due disputanti.

 

Pratica stragiudiziale poco nota, e forse anche poco utilizzata, è l’arbitrato. Si tratta dell’unica forma di giustizia privata in Italia che prevede l’intervento di un “arbitro”, ovvero di una figura che, pur non appartenendo all’ordine dei giudici o degli avvocati, può prendere decisioni in merito ad una determinata disputa. L’arbitro può essere una persona di fiducia, scelta da entrambi le parti e la cui sentenza avrà la stessa validità di quella di un giudice.


Chiaramente, sebbene sia una procedura estremamente flessibile, l’arbitro deve agire secondo un contesto imparziale per garantire i diritti di entrambi i disputanti.

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