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La legge italiana contro il Cyberbullismo (L.71/2017)

LA NUOVA “NORMALITA’ ”:

Come è noto ,ormai da alcuni anni, la nuova tecnologia ha completamente preso il sopravvento nella vita quotidiana di tutti. In Particolar modo lo smartphone è diventato un oggetto essenziale, senza il quale ci si sente persi se non addirittura isolati. Tale strumento è usato da molti non solo come oggetto di lavoro, tramite varie applicazioni quali la mail o determinate piattaforme (ad esempio Linkedin), ma anche e sopratutto come strumento di condivisione.

Quotidianamente, infatti, vengono condivisi sui social, da migliaia di utenti il tutto il mondo, video, foto, opinioni, frasi , e queste postate sui varii social media sono alla portata di tutti.

Questa evoluzione , per quanto utile, non sempre usata nel modo corretto è divenuta l’epifania di svariati fenomeni come ad esempio la revenge porn, il cyberbullismo, Fear of Missing Out (FOMO) etc etc...

In tale sede parleremo di un fenomeno che ,purtroppo, sta prendendo sempre più piede fra i giovani: il CYBERBULLISMO.

 

IL BULLISMO:

In via preliminare, pare opportuno dare una definizione del c.d. bullismo, dal quale deriva il cyberbullismo:

Il “bullismo” (che è la traduzione italiana dell’inglese bullying) è un termine utilizzato per descrivere un fenomeno di prevaricazione, diffuso fra i giovani in un’età per lo più pre adolescenziale , sino ad arrivare anche oltre la maggiore età, nell’ambito del quale un soggetto tiene una condotta illecita verso un altro soggetto, tendenzialmente più debole (per condizione fisica, sociale, psicologica, economica, ecc.), cagionandogli danni fisici e/o psicologici.

 

DEFINIZIONE DEL CYBERBULLISMO:

La vigente normativa descrive il Cyberbullismo come «qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo».

Il legislatore Italiano non è rimasto a guardare e contro il Bullismo e il Cyberbullismo è stata approvata la L. 71/2017, intitolata sulle “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”

 

LA LEGGE ITALIANA N.71/2017:

La ratio del nuovo testo normativo è quello di combattere il bullismo. L'idea per contrastare tale tipologia di illecito è quella innanzitutto di prevenire, informare ed educare soprattutto i minori che sempre di più utilizzano gli smartphone.

L'obiettivo – recita l’articolo 1 della legge, è di «contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l'attuazione degli interventi senza distinzione di età nell'ambito delle istituzioni scolastiche».

Per combattere tale fenomeno è importante non solo educare i minori, ma anche i genitori, che troppo spesso lasciano i propri figli in balia dei dispositivi digitali. Non solo, anche gli istituti scolastici hanno un ruolo centrale

È necessario, pertanto, favorire una convergenza educativa tra scuola e famiglia al fine di arrivare a condividere, non solo sulla carta ma nella prassi quotidiana, una sorta di patto educativo il più possibile partecipato.

 

COSA PREVEDE LA LEGGE CONTRO IL CYBERBULLISMO:

L’articolo 2 (Tutela della dignità del minore) prevede la possibilità di richiedere al gestore del sito o al titolare del social network l'immediato oscuramento, il blocco o la rimozione dei contenuti illeciti pubblicati online.

Questa tipologia di tutela ha carattere immediato, ciò in quanto il gestore del sito entro 24 ore deve dare comunicazione di aver preso in carico la richiesta e deve rimuovere contenuti illeciti e dati personali della vittima entro le 48 ore. Qualora ciò non avvenga, come ulteriore tutela la vittima ha la possibilità di rivolgersi al Garante della Privacy, il quale provvederà alla rimozione entro 48 h.

E' altresì prevista una procedura di ammonimento per gli illeciti di questa natura per i quali non sia stata ancora attivata una procedura di tutela.

 

CONCLUSIONI:

Bambini e adolescenti bulli/cyberbulli sono lo specchio di una gioventù lasciata sola a se stessa, con genitori che, a causa del lavoro sempre più duro, di stipendi insufficienti e preoccupazioni derivate da una vita sempre meno agiata , sono sempre più lontani da casa tanto fisicamente quanto mentalmente .

Oggi i  social network sono il regno della velocità e dell'immediatezza e hanno un impatto molto più profondo sulla vita di ognuno. L’assenza del dialogo, da cui deriva la costruzione dell’educazione e l’impotenza dei genitori dinanzi ai nuovi media, sono senz’altro fra le cause principali della diffusione del bullismo.

Come donna di legge , ma soprattutto come madre la mia preoccupazione trova la sua intrinseca ratio nell’evidenziare tale tematica che spesso può sfuggire anche al più attento dei genitori. Portare all’attenzione di tutti il cyberbullismo significa aiutare a combatterlo in modo concreto.

 

CONCRETO AIUTO:

La tematica appena, sinteticamente, esposta è particolarmente delicata, gli interessi in gioco sono molti ma soprattutto, e non da sottovalutare, al centro di tutto vi è la tutela della crescita emotiva dei minori.

La L.71/17 ha messo a disposizione dei genitori un concreto aiuto per i genitori, il Garante della Privacy allo stesso modo offre l’opportunità di tutelarsi in maniera rapida.

 

Per maggiori ed altre informazioni sono reperibile per telefono cellulare (+39-3899330547) oppure tramite indirizzo mail (federica.aller@gmail.com).

 

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