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Revenge porn: cos’è e la legge in Italia

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Revenge porn: cos’è e qual è la normativa applicabile in Italia 

Si sente spesso e sempre più frequentemente parlare di casi di revenge porn

 

Soprattutto negli ultimi tempi gli episodi in cui un soggetto o vari soggetti diffondono materiale pornografico che ritrae un altro soggetto nudo o durante un atto sessuale con l’obbiettivo di vendicarsi o semplicemente per divertirsi o danneggiare terzi, sono aumentati notevolmente. 

 

È successo recentemente che un ragazzo ha deciso di punire l’ex fidanzata tappezzando la città con le sue immagini hot così da svergognarla pubblicamente. Ma questo purtroppo non è l’unico episodio. 

 

Ecco perché la legislazione italiana ha deciso di regolamentare queste situazioni prevedendo delle sanzioni per tutti coloro che si macchiano di questi reati. 

Cos’è esattamente il Revenge porn? 

Con Revenge porn si intende la condivisione di contenuto a sfondo pornografico di un altro soggetto (foto e/o video) sulle pagine social della vittima o su siti terzi, oppure l’invio a terzi come parenti e amici allo scopo di svergognarla pubblicamente. 

 

Gli obiettivi di questo atteggiamento possono essere molteplici come la vendetta, la gelosia o la semplice volontà di fare del male ad un altro soggetto. Questo materiale viene in genere ottenuto durante un rapporto sessuale consenziente oppure si tratta di foto e video inviate dalla vittima inconsapevole a persone che reputa di fiducia. Vi sono inoltre casi di hackeraggio di contenuti dal PC personale della vittima o di filmini e foto rubate tramite telecamere nascoste. 

 

Comportamenti del genere hanno come conseguenza quella di generare forti malesseri psicologici alla vittima in alcuni casi talmente forti da indurla alla decisione di porre fine alle proprie sofferenze con il suicidio. 

Chi sono le vittime del revenge porn in Italia? 

In Italia la maggior parte di questi casi riguarda gli adolescenti. Nella gran parte delle situazioni si tratta di coppie di giovani i quali decidono deliberatamente di filmarsi durante un rapporto sessuale. 

 

Tali video vengono in genere condivisi con il network di amici tramite canali social quali Telegram e What’s App. Spesso però la circolazione di questo materiale esce fuori dal controllo delle parti interessate fino a finire nelle mani di soggetti senza scrupoli che lo diffondono pubblicamente (a volte anche vendendolo a terzi) ledendo così la privacy e la dignità della persona interessata.

 

Anche il sexting ovvero la pratica di inviare immagini e/o video di nudo al proprio fidanzato/a può sfociare in Revenge porn nel caso in cui questi vengano condivisi con terzi senza la volontà dell’altro. 

 

Per questo la legge italiana ha deciso di intervenire con delle pene severe. 

Le pene per il revenge porn in Italia 

Il Revenge porn in Italia è diventato un vero e proprio reato con la legge del 9 agosto del 2019 n. 69 e l’articolo 10. 

 

La legge prevede che chiunque condivida, ceda o diffonda materiale sessualmente esplicito che ritrae un’altra persona durante un atto sessuale o in scene di nudo destinato a restare privato è punito con la reclusione per un periodo da uno a sei anni e una multa che può andare da 5.000 euro a 15.000

 

Il soggetto punibile non è per forza chi ha realizzato questi contenuti ma anche chi ne entra in possesso (anche acquistandoli o sottraendoli) e li condivide senza il consenso della vittima o coloro che hanno un ruolo nella diffusione di questo materiale. 

 

La legge prevede inoltre che se il reato è commesso ai danni di un soggetto in condizione di inferiorità psichica o fisica o di una donna in stato di gravidanza la pena possa essere aumentata da un terzo alla metà. 

 

La legge contempla sanzioni più severe nel caso in cui i fatti siano commessi dall'ex coniuge o da una persona legata o precedentemente legata da una relazione affettiva alla vittima

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