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L’obbligo del green pass per i lavoratori: cosa cambia dal 15 ottobre

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L'obbligo del green pass per i dipendenti pubblici e privati 

Da qualche mese a questa parte, uno dei temi più discussi è l’obbligo vaccinale e, di conseguenza, l’obbligatorietà di introdurre il green pass come certificato necessario per svolgere le normali attività di tutti i giorni. Se prima, infatti, era necessario esibirlo per potersi sedere all’interno di un ristorante, le situazioni in cui è necessario mostrare il certificato sono sempre di più. In particolare, ad essere tenuti sotto controllo sono i luoghi di lavoro, siano essi pubblici o privati.

Sebbene la campagna vaccinale stia facendo progressi, con più della metà della popolazione vaccinata, il Governo vuole dare un’ulteriore spinta per porre fine ad una situazione diventata ormai estenuante.
Ecco perché dal 15 ottobre il green pass diventa obbligatorio per tutti i lavoratori pubblici e privati.

 

Un passo indietro: cos’è il green pass

Il green pass altro non è che una certificazione digitale. Questa, a differenza di quanto si possa pensare, non è strettamente legata alla vaccinazione. Vi sono infatti tre modi per ottenere il green pass:

  • Essere guarito dalla Covid 19 da meno di sei mesi;
  • Essersi vaccinato 
  • Aver eseguito un tampone

Attenzione però: se nei primi due casi il certificato ha validità di dodici mesi, nell’ultimo la validità è ridotta a 48 ore.
Da qui è possibile anche capire a cosa serve il green pass: nei primi due casi è possibile stabilire se un soggetto sia più o meno a rischio di contagiarsi, rischiando gravi ripercussioni, e di contagiare; nel secondo caso, invece, si ha la quasi certezza che il soggetto non è contagioso.

Vaccino e lavoro

In realtà, l’introduzione dell’obbligo vaccinale per poter lavorare non è una novità assoluta.
I primi ad essere soggetti all’obbligo vaccinale sono stati i professionisti del settore sanitario, seguiti poi da tutto il personale scolastico. In questo caso sono state introdotte particolari sanzioni, soprattutto rivolte al personale sanitario con la sospensione dall’attività lavorativa nel caso in cui il dipendente non fosse munito di green pass.
Quando qualche mese fa fu introdotto l’obbligo vaccinale per queste professioni, le polemiche non furono poche e addirittura si parlò, e si continua a parlare di anticostituzionalità di questo decreto.
Adesso però la platea si allarga e a dover presentare il green pass dovranno essere tutti i lavoratori, sia pubblici, sia privati.

 

Le sanzioni per chi è sprovvisto del green pass

Per tutti i lavoratori sarà quindi obbligatorio possedere il green pass a partire dal 15 ottobre. L’obbligatorietà dovrebbe permanere fino al 31 dicembre 2021, data in cui lo stato di emergenza dovuto alla pandemia dovrebbe cessare. 

Saranno i datori di lavoro a dover definire le modalità che riguarderanno l’organizzazione per la verifica del green pass, individuando formalmente i soggetti incaricati di tale compito. L’auspicio è quello di condurre i controlli all’ingresso, così da identificare preventivamente eventuali soggetti che potrebbero mettere a rischio la propria salute e quella di tutto il personale.

Ma cosa succede se un dipendente non dispone del green pass? Ovviamente sono state contemplate delle sanzioni.
Il green pass deve essere mostrato dal dipendente al momento dell’ingresso al lavoro. Se sprovvisto, verrà considerato come assente non giustificato e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione del green pass. Il decreto specifica che i giorni di assenza non giustificati dovuti alla mancanza del green pass non comportano conseguenze disciplinari e dà diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Ad essere intaccata sarà però la retribuzione: i giorni di assenza, infatti, non verranno pagati. 

Se un lavoratore sprovvisto di green pass elude i controlli e continua ad esercitare la sua attività, sono previste pesanti sanzioni che vanno da 600 a 1500€.

Insomma, la morsa si fa sempre più stretta e non solo in Italia: sono diversi i paesi europei in cui si parla di obbligo vaccinale. L’obiettivo è quello di porre fine il più presto possibile ad una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo intero.

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