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Omissione della fattura o presentazione tardiva: quali le conseguenze? 

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Quando ci rechiamo in una qualsiasi attività commerciale per acquistare un bene o un professionista ci offre un servizio, egli deve obbligatoriamente emettere fattura.

 

Ma cos’è esattamente la fattura? In poche parole, si tratta di un documento che certifica lo scambio di beni e servizi, riportandone il costo, e permette a chi ha venduto un bene di esigere il pagamento da parte dell’acquirente o chi gode del servizio svolto.

 

In parole ancora più semplici potremmo definire la fattura come un contratto tra un fornitore e un acquirente.

La fattura deve ovviamente recare l’indicazione dettagliata dei beni o dei servizi acquistati e del loro prezzo.


Come per tanti altri settori che sono stati rivoluzionati dall’informatica, anche per quanto riguarda le fatture ci sono delle novità: dal 1° gennaio del 2019 infatti la fatturazione elettronica è d’obbligo anche se la transazione è avvenuta tra semplici privati. 

 

Comunque sia, la fattura, sia essa elettronica o meno, va emessa. La responsabilità è ovviamente di entrambi i contraenti.

 

Cerchiamo dunque di vedere cosa succede ad ambo le parti in caso di ritardo o mancata emissione o, ancora, ritardo o mancata registrazione della fattura.

 

Per quanto concerne i tempi per emettere la fattura va fatta una distinzione tra fattura immediata e fattura differita. La fattura immediata è una fattura emessa al momento stesso della vendita del bene o del pagamento del servizio.

 

La fattura differita è invece una fattura che viene emessa in un momento successivo a quello dell’acquisto di un bene o servizio. Il venditore può emettere la fattura e trasmetterla al SdI (se si tratta di fattura elettronica) e registrarla al massimo entro il 15 del mese successivo a quello in cui è avvenuta la prestazione.

 

Per capire meglio la differenza tra la fattura immediata e quella differita, facciamo due esempi.

 

Le differenze tra fattura immediata e fattura differita

Immaginate di avere un’attività commerciale e un cliente, in data 10/11/2022 acquista da voi merce per un totale di 400€. In questo caso voi farete una fattura immediata che dovrà essere trasmessa al cliente 15 giorni dalla data dell’acquisto; la registrazione, invece, potrà essere fatta entro e non oltre un mese dalla data di acquisto.

 

Questa è la fattura immediata.

 

Adesso facciamo finta che un cliente acquisti dalla vostra attività merce per un totale di 400€ pagando però l’importo in due volte: il 5/11/22, ovvero la data dell’acquisto pagherà 200€, mentre il 10/11/22 salderà il conto pagando le restanti 200€. In questo caso si avrà un mese di tempo per emettere la fattura che, però, dovrà avere la data in cui il cliente ha saldato il conto, e quindi il 10/11/22; la fattura dovrà quindi essere registrata sempre entro un mese dalla data del pagamento.

 

Si parla di fattura differita in questo caso.

 

Le sanzioni: ecco cosa rischia chi non rispetta le tempistiche o non emette fattura

Come abbiamo quindi visto, vi sono determinate tempistiche da rispettare. Cosa succede però se i termini appena visti non vengono rispettati?

 

Va ricordato che non emettere fattura corrisponde al reato di evasione fiscale cosa che implicherebbe anche l’intervento di un avvocato tributarista, ma anche nel caso di ritardo nell’emettere la stessa vi sono delle sanzioni.

 

La cifra di tali sanzioni viene calcolata in base alla somma imponibile su quello che è stato evaso.

Ovviamente i casi sono vari e dipendono anche dal tipo di attività o del bene che viene venduto. 

 

Nel caso di un’attività commerciale come, ad esempio un negozio di abbigliamento, l’emissione della fattura deve essere effettuata al momento dell’acquisto da parte del cliente; nel caso di un immobile, la fattura deve essere emessa alla stipula del contratto, ovvero, quando avviene il passaggio di proprietà.

 

Le sanzioni sono stabilite dall’articolo 6 del decreto legislativo 471/1997 e si attuano nel momento in cui la mancata emissione della fattura impedisce la verifica dell’assolvimento dell’imposta sull’IVA. Ecco che quindi il commerciante viene penalizzato con una sanzione amministrativa che può andare dal 90 al 180% dell’imponibile che viene evaso.  

 

Questo vale anche per chi indica nella fattura un’imposta inferiore rispetto a quella reale. 

 

Quando a non emettere fattura sono i professionisti

La situazione è ancora più complessa per i professionisti iscritti agli albi. Stiamo quindi parlando di figure professionali come avvocati, architetti o ingegneri. Per queste figure professionali le pene sono ancora più aspre, sia nel caso della mancata emissione della fattura, sia nel caso in cui questa venga emessa tardivamente.

 

Il professionista rischia addirittura la sospensione dall’attività nel caso in cui, nell’arco di 5 anni, si verificano almeno quattro casi di mancata emissione della fattura.

 

Le attività che prevedono prestazioni sanitarie, attività educative e culturali, la riscossione dei tributi o alcune operazioni immobiliari prevedono fatture non soggette ad IVA.

 

Nei casi appena esposti l’emissione resta comunque obbligatoria ma, vista l’esenzione dall’IVA, le pene per la mancata emissione sono sicuramente meno aspre, con un minimo del di 5% ad un massimo di 10%.

 

Cosa succede al destinatario della fattura?

In fase d’acquisto le parti coinvolte sono due: da un lato c’è chi vende e dall’altro chi acquista.

 

Fino ad ora abbiamo parlato solo delle responsabilità del venditore ma è lecito chiedersi se anche l’acquirente abbia responsabilità nel caso di mancata emissione della fattura o nel caso questa rechi un prezzo differente da quanto ha realmente pagato.

 

La risposta è sì: anche l’acquirente può essere soggetto a sanzioni e, in particolare, può ricevere una sanzione pari al 100% dell’imposta dovuta.

 

Per evitare di ricevere la sanzione l’acquirente ha il diritto di chiedere fattura o comunque può denunciare l’accaduto all’Agenzia delle Entrate entro trenta giorni dall’operazione ed emettere un'autofattura.

 

Va comunque specificato che chi ha la responsabilità dell'emissione della fattura è il venditore ed è lui che rischia le sanzioni maggiori. 

 

Affidarsi ai professionisti

Qualsiasi sia il tipo di attività, un imprenditore, un commerciante o un libero professionista non può esimersi dall’affidarsi a professionisti esperti che possano aiutarlo anche in situazioni come quelle appena descritte. 

 

La figura di un professionista non solo può evitare errori nella gestione finanziaria e legale dell’attività commerciale ma può assistere l’imprenditore per la risoluzione ottimale di queste problematiche. In questo caso l’intervento di un avvocato aziendale è più che provvidenziale. 

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